La crisi morde le famiglie italiane. La spesa, le bollette, le tasse, mettiamoci anche un affitto da pagare ed ecco che una famiglia di medio reddito, se uno dei componenti perde il lavoro o viene messo in cassa integrazione, rischia di non farcela ad arrivare a fine mese. I proprietari di casa cominciano a rendersene conto: si moltiplicano le riduzioni del canone di affitto concordate agli inquilini.
Di fronte a una crisi come quella attuale, ormai non ci si stupisce più di nulla.
Lavoratori che stringono intese con gli imprenditori, concordando contratti di solidarietà per mantenere i posti di lavoro e al contempo aiutare l'azienda a superare il periodo di crisi. Italiani che fino a qualche anno fa erano a tutti gli effetti considerati "classe media che oggi sono costretti a rivolgersi alle mense dei poveri per un pasto o agli ospedali di Emergency per le cure sanitarie. I flussi migratori che, anziché essere in entrata nel nostro Paese, ricominciano ad essere in uscita, come nei primi del Novecento.
La notizia che emerge dallo studio condotto dal franchising immobiliare Solo Affitti è altrettanto sorprendente.
Si sa, tra proprietario di casa ed inquilino non corre sempre buon sangue, anzi! Soprattutto se l'inquilino si trova in difficoltà, il proprietario bene e spesso non sente ragioni. La frase più ricorrente è "o paghi o ti sbatto fuori di casa".
Qualcosa, evidentemente, sta cambiando, se si pensa che si sta diffondendo una pratica in precedenza davvero rara: quella della riduzione volontaria del canone di affitto. Il proprietario – questo rileva l'indagine condotta tra le circa 300 agenzie Solo Affitti in Italia – è sempre più disponibile, a fronte di una situazione di difficoltà economica del proprio inquilino, a concedere una riduzione del canone di affitto previsto nel contratto.
L'89% delle agenzie Solo Affitti segnala di aver supportato almeno una volta negli ultimi sei mesi proprietario ed inquilino nelle pratiche di riduzione del prezzo d'affitto a suo tempo stabilito contrattualmente. Prassi davvero inconsueta anche solo fino a qualche anno fa.
Addirittura, l'indagine evidenzia come ben il 25% delle agenzie abbia registrato molti (oltre 10) casi di decurtazione del valore delle mensilità di affitto dovute al padrone di casa: un dato sbalorditivo.
La crisi coinvolge un numero ormai elevatissimo di lavoratori nel nostro Paese. Secondo dati CGIL, la Cig (Cassa Integrazione Guadagni) si attesta, nel mese di marzo 2013, poco al di sotto delle 100 milioni di ore: ciò equivale a circa 520.000 lavoratori in "cassa a zero ore". Si tratta di oltre un +20% su base annua, incremento record rispetto a valori già molto alti. Per non parlare dei tantissimi che sono in mobilità o hanno già perso il lavoro e non riescono a trovarne uno nuovo: la disoccupazione è tornata ad essere il problema sociale n° 1.
Tutti fattori che finalmente fanno fare una riflessione a tanti proprietari di casa, una riflessione nuova ma senz'altro sensata (e, perché no?, solidale): che non sia il caso di tagliare l'affitto richiesto, permettendo alla famiglia che vive in casa mia di non avere l'acqua alla gola? D'altronde, meglio chiedere qualcosa in meno ed essere pagato regolarmente, tenendo conto che il reddito disponibile all'inquilino è inferiore rispetto a prima, piuttosto che irrigidirsi e trovarsi in casa un inquilino che non è in grado di pagare l'affitto, con tutte le conseguenti spese legali e il tempo perso nel procedimento di sfratto.


