L’elenco delle spese per la casa detraibili nella dichiarazione dei redditi 2019.
Come ogni anno in questo periodo i contribuenti italiani sono alle prese con la dichiarazione dei redditi, la cui scadenza è fissata per il 23 luglio nel caso del modello precompilato, e per l’8 luglio per il modello ordinario tramite sostituto d’imposta. Vi proponiamo un elenco alle spese sostenute nel 2018 per l’abitazione e l’affitto, che potrete portare in detrazione o in deduzione al fine di diminuire l’importo delle tasse dovute, e l’indicazione dei documenti da presentare per godere dell’agevolazione fiscale.
Detrazioni spese per l’affitto della prima casa.
È un’agevolazione che permette di scaricare dalle tasse le spese sostenute per i canoni di affitto in caso di abitazione principale, con tutti i tipi di contratto di locazione o con contratto di locazione a canone concordato secondo le seguenti indicazioni:
- Per tutti i tipi di contratto di locazione:
300 euro per gli inquilini con reddito complessivo non superiore a 15.493, 71 €
150 euro per gli inquilini con reddito tra i 15.493,72 e 30.987,41 €
- Per i contratti di affitto a canone concordato:
495,80 € per gli inquilini con reddito complessivo non superiore a 15.493, 71 €
247,90 € per gli inquilini con reddito tra i 15.493,72 e 30.987,41 €
Documentazione da presentare: contratto, copia o ricevuta dei pagamenti; autocertificazione che attesti l’utilizzo dell’immobile come abitazione principale.
Detrazione spese affitto per studenti universitari fuori sede.
Lo studente universitario fuori sede, o la famiglia dello stesso se a carico, possono usufruire di una detrazione fiscale pari al 19% fino a un massimo di 2.633 euro. Vi sono però alcuni requisiti da rispettare per ottenere l’agevolazione:
- l’immobile affittato per lo studente deve trovarsi nello stesso Comune in cui ha sede l’Università frequentata, o almeno in un Comune limitrofo
- l’immobile affittato deve essere distante almeno 100 km dal Comune di residenza.
Documentazione da presentare: copia del contratto di locazione registrato; quietanze di pagamento; autocertificazione con la quale si attesta di essere studente universitario e di rispettare i requisiti previsti dalla Legge per il beneficio fiscale.
Detrazione spese affitto terreni agricoli per i giovani under 35.
I giovani sotto i 35 anni di età, coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, possono portare in detrazione i canoni dei terreni agricoli affittati. La detrazione è pari al 19%, con un limite di 80 euro ad ettaro fino ad un importo massimo pari a 1.200 euro all’anno. Tuttavia l’agevolazione non spetta se il giovane imprenditore agricolo affitta il terreno dai genitori.
Documentazione da presentare: copia del contratto di locazione registrato.
Detrazione spese affitto per le famiglie a basso reddito.
È una detrazione che spetta, come dice il nome, a quelle famiglie che affittano la casa per adibirla ad abitazione principale ma vivono in condizioni di disagio economico. Le famiglie devono essere titolari di un contratto di affitto stipulato o rinnovato ai sensi della legge 431/1998, e hanno diritto a uno sconto Irpef pari a:
- 300 euro per gli inquilini con reddito complessivo non superiore a 15.493, 71 €
- 150 euro per gli inquilini con reddito tra i 15.493,72 e 30.987,41 €
Documentazione da presentare: contratto, copia o ricevuta dei pagamenti. Per il canone concordato occorre l’attestazione delle associazioni di categoria in caso di accordi territoriali aggiornati dopo febbraio 2017.
Detrazione spese affitto giovani tra i 20 e i 30 anni.
I giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni che vivono in affitto possono detrarre nella dichiarazione dei redditi i canoni sostenuti nel 2018 per affittare l’abitazione principale per i primi 3 anni dalla stipula del contratto. La detrazione, in questo caso, è una quota Irpef fissa pari a 991,60 euro, ma spetta solo se il reddito complessivo, compreso del reddito cedolare secca, non supera i 15.493,71 euro.
Documentazione da presentare: contratto, copia o ricevuta dei pagamenti. Autocertificazione che attesti l’utilizzo dell’immobile come abitazione principale e che la stessa è diversa da quella dei genitori o dei tutori.
Detrazione spese affitto per lavoratore che si trasferisce nel Comune in cui lavora.
Il lavoratore che trasferisce la propria residenza nel Comune in cui lavora o nei Comuni limitrofi può anch’egli godere di uno sconto fiscale, pari a:
- 991,60 euro, se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro;
- 495,80 euro, se il reddito complessivo è compreso tra i 15.493,72 e i 30.987,41 euro.
La residenza nel nuovo comune deve però essere stata trasferita da non più di tre anni dalla richiesta della detrazione. Ad esempio, se il trasferimento della residenza è avvenuto nel 2016, la detrazione verrà applicata in relazione ai periodi d’imposta 2016, 2017 e 2018.
Altri requisiti per ottenere l’agevolazione sono i seguenti:
- essere in possesso di un regolare contratto di affitto per un immobile adibito ad abitazione principale
- il nuovo comune si trovi ad almeno 100 chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione
Documentazione da presentare: copia del contratto di affitto; dimostrazione che l’immobile è utilizzato come abitazione principale (con autocertificazione o registri anagrafica del Comune); dimostrazione della qualifica di lavoratore dipendente (CUD, contratto di lavoro, lettera di assunzione).
Detrazione interessi passivi del mutuo.
La detrazione del 19%, calcolata sugli interessi passivi del mutuo e oneri accessori, spetta a quei contribuenti che hanno stipulato un mutuo ipotecario per l’acquisto della prima casa. Il tetto massimo di spesa è di 4.000 euro l'anno, pertanto si può risparmiare fino a 760 euro/anno di Irpef. La detrazione vale anche in caso di costruzione o ristrutturazione della prima casa, ma in questo caso lo sconto massimo è pari a 490,63, quindi se il 19% delle spese supera questa soglia, la detrazione sarà comunque arrotondata a questa cifra.
Per usufruire della detrazione occorre rispettare alcune regole:
- il titolare deve aver sottoscritto il mutuo nei 12 mesi precedenti l’acquisto della casa oppure nei 12 mesi successivi
- l’immobile deve diventare l’abitazione principale di residenza entro un anno dall’acquisto della casa.
L'agevolazione viene persa in caso di trasferimento di residenza in altra abitazione, a meno che questo non avvenga per motivi di lavoro o per malattia.
Documentazione da presentare: rogito, fattura del notaio, ricevuta della banca, autocertificazione se non è indicata la destinazione del mutuo all'acquisto della prima casa, contratto di trasferimento per lavoro.
Detrazione per intermediazione immobiliare.
Chi si è rivolto ad una agenzia immobiliare per l'acquisto della prima casa ha diritto ad una detrazione del 19% fino ad un massimo di spesa di 1.000 euro.
Documentazione da presentare: rogito e fattura.
Detrazione per ristrutturazione edilizia.
Il bonus per i lavori di ristrutturazione anche nel 2019 equivale a un rimborso Irpef del 50% delle spese sostenute, per un massimo di 96mila euro. Il rimborso viene effettuato in 10 rate annuali di pari importo.
Il bonus è previsto per lavori di:
- manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali
- per le parti comuni dei condomini, anche per la manutenzione ordinaria
- Per la ricostruzione o il ripristino dell’immobile in seguito a eventi calamitosi (con eventuale maggiorazione del sisma bonus)
- Realizzazione di garage o posti auto pertinenziali
- Lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche
- Bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare infortuni domestici
- Interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
Hanno diritto al bonus il proprietario o il nudo proprietario; il titolare del diritto reale di godimento; gli inquilini e i familiari del proprietario che pagano le spese, purché conviventi prima dell'avvio dei lavori; i soci di cooperative divise e indivise; imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce; i soggetti che producono redditi in forma associata; i futuri acquirenti che abbiano registrato il preliminare.
Per saperne di più, è disponibile la Guida sulle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie aggiornata dall’Agenzia delle Entrate.
Documentazione da presentare: domanda di accatastamento o ricevute di pagamento dell’Imu; fatture e copia dei pagamenti con il bonifico dedicato per la detrazione; delibera dell’assemblea per l’esecuzione dei lavori (parti comuni edifici residenziali) e tabella della ripartizione delle spese; dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori; autorizzazioni allo svolgimento dei lavori o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà indicante data di inizio dei lavori e compatibilità con le spese ammesse al Bonus ristrutturazioni.
Detrazione risparmio energetico degli edifici.
Il cosiddetto ecobonus è la detrazione prevista per i lavori di risparmio energetico degli edifici. Lo sconto fiscale, in questo caso, varia dal 50 al 65% della spesa sostenuta a seconda della tipologia di intervento effettuato, una percentuale che sale fino al 75% nel caso di lavori in condominio. Il limite massimo detraibile è pari a 100.000 euro per gli interventi di riqualificazione energetica, 60.000 euro per gli interventi sull’involucro dell’edificio di pannelli solari utili alla produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per l’installazione e 30.000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, installazione di caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici.
Il bonus è previsto per gli interventi di:
- miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre e infissi)
- installazione di pannelli solari
- sostituzione di impianti di climatizzazione invernale
- interventi di domotica, cioè installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento
In particolare, a partire da quest’anno con le nuove disposizioni introdotte dalla Legge di Bilancio, la percentuale di detraibilità viene differenziata in base alle tipologie di intervento che riportiamo nell’infografica riepilogativa delle Entrate:

Per poter usufruire dell'ecobonus dal 2018 occorre inviare all'Enea i dati sui lavori entro 90 giorni dal termine degli stessi. Per maggiori informazioni è possibile consultare la Guida sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico dell'Agenzia delle Entrate.
Documentazione da presentare: domanda di accatastamento o ricevute di pagamento dell’Imu; fatture e bonifici dedicati; ricevuta Enea; certificato di asseverazione redatto da un tecnico abilitato; per i contribuenti non titolari di reddito d’impresa, la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento.
Detrazione bonus mobili.
Anche per il 2019 è stato prorogato lo sconto fiscale per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici. In questo caso il bonus Irpef è pari al 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 10mila euro, ed è riconosciuto solo per gli immobili oggetto di ristrutturazione. Alcune regole da rispettare per usufruire della detrazione:
- inviare comunicazione all’Enea entro 90 giorni dal termine dei lavori
- per l’acquisto di forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici è necessario presentare i documenti che certificano il rispetto degli standard energetici (la classe degli elettrodomestici che rientrano nella detrazione è A+, A per i forni)
- la data di inizio lavori di ristrutturazione deve precedere quella di acquisto dei mobili e degli elettrodomestici
Anche in questo caso vi rimandiamo alla Guida Bonus mobili ed elettrodomestici aggiornata dall’Agenzia delle Entrate.
Documentazione da presentare: ricevuta del bonifico o ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito); documentazione di addebito sul conto corrente; fatture di acquisto dei beni
Detrazione bonus verde.
Secondo anno per il bonus verde, che rimane fissato al 36% di sconto Irpef fino ad un massimo di 5mila euro di spesa sostenuta per la sistemazione di giardini e terrazzi, ma solo per edifici già esistenti. Il bonus è valido anche in caso di realizzazione di coperture a verde e giardini pensili, ed è ripartito in dieci quote annuali costanti e di pari importo, a partire dall’anno di sostenimento delle spese.
L'agevolazione non spetta per le spese di manutenzione ordinaria (potatura) e per gli acquisti in proprio di piante, ma è compresa l’installazione di impianti di irrigazione.
Documentazione da presentare: fatture e pagamenti tracciabili.
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