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Imu e tasse sulla casa prorogate causa Covid-19
In quali Comuni è stata prorogata la prima rata Imu 2020?

Acconto Imu, solo il 20% dei Comuni proroga la prima rata.

Tutti i Comuni che hanno slittato la scadenza dell’acconto Imu.

 

Solo 21 su 102 Comuni capoluogo di provincia hanno accettato di prorogare i termini per il versamento dell’acconto Imu 2020, un’agevolazione attesa dai contribuenti colpiti, in molti casi, anche a livello economico e lavorativo dall’attuale situazione dovuta al Coronavirus. Ecco la lista emersa dall’analisi di Solo Affitti.

La proroga è stata concessa dal Ministero dell'Economia con la risoluzione 5/DF dell’8 giugno 2020, specificando che vale comunque solo per la parte di competenza dell'Imposta Municipale Unica spettante al Comune mentre resta dovuta la quota Imu di pertinenza statale. Sono quindi circa il 20% i comuni che hanno scelto di differire i termini del pagamento della prima rata Imu. La mappa è stata tracciata dall’Ufficio Studi Solo Affitti, il quale ha rilevato anche il nuovo calendario delle scadenze:

  • il 16 settembre per i Comuni di Lecco, Belluno, Isernia, Messina e Sassari
  • il 30 settembre per Forlì, Pistoia, Ascoli Piceno, Teramo, Barletta ed Enna
  • scadenza Imu fissata al 16 ottobre per il Comune di Ravenna
  • il 16 dicembre è la deadline per quelli di Aosta, Bolzano, Trento, Vicenza.
  • Il 16 luglio scorso, invece, è stata la volta di Venezia, Reggio Emilia e Matera.

Acconto Imu 2020 infografica Italia

 

 

Tra questi comuni figurano anche due casi particolari: Lecco, in cui il pagamento oltre la scadenza concordata non comporta sanzioni ma interessi legali; e Sassari, che ha previsto una proroga non già per i proprietari di case quanto per quelli di negozi in categoria catastale C, nel caso in cui gestiscano il negozio stesso e che questo faccia parte delle attività chiuse a causa del Coronavirus.

 

Imu 2020: le scadenze e le aliquote.

 

Coronavirus o meno, in tutti gli altri Comuni rimangono invariate le scadenze per il versamento dell’Imu 2020, fissate quindi al 16 giugno per l’acconto, o prima rata, e al 16 dicembre per il saldo o seconda rata. A pagare la tassa sulla casa sono i proprietari di prime case di lusso e di immobili diversi dall'abitazione principale.

 

Per quanto riguarda le aliquote, la Circolare del 18 marzo 2020 del Ministero dell'Economia stabilisce che la prima rata Imu si paga con le aliquote previste dai Comuni per il 2019, pari quindi alla metà di quanto versato per Imu e Tasi 2019, mentre la seconda rata o saldo di dicembre 2020 sarà pagato sulla base delle aliquote che i Comuni potranno approvare entro il 28 ottobre.

Ricordiamo che per le seconde case l’aliquota base è fissata all’ 8,6 per mille, che può arrivare fino al 10,6 per mille ed essere aumentata fino all'11,4 per mille (per i Comuni che volessero confermare la ex maggiorazione Tasi come negli anni precedenti).

 

Imu 2020: sanzioni e ravvedimento operoso.

 

Chi non paga o versa in ritardo l’Imu 2020 incorre in una sanzione quantificabile nel 30% dell’imposta dovuta. Per il contribuente moroso è tuttavia prevista la possibilità di beneficiare della riduzione della sanzione con ravvedimento operoso, cui la Legge di Bilancio 2020 ha esteso la possibilità di pagamento ridotto della sanzione anche per l’Imu 2020. Chi non ha pagato i tributi locali entro il termine di scadenza ordinario può quindi mettersi in regola anche dopo il termine di presentazione della dichiarazione IMU dell’anno di riferimento.
Di seguito le regole per il ravvedimento operoso, disciplinato nello specifico dall’articolo 13, comma 1 del decreto legislativo n. 471 del 1997.

 

Tabella sanzioni ravvedimento operoso

 

Le altre scadenze fiscali per la casa prorogate: la Tari.


A differenza delle disposizioni in merito alla proroga Imu accettate a macchia di leopardo e in una percentuale bassissima, la possibilità di posticipare il pagamento della Tari per tutti i proprietari di immobili è stata invece generalmente adottata dai Comuni.

 

Per la Tari, ovvero la tassa sui rifiuti, il termine di pagamento è stabilito da ciascuna amministrazione locale e suddivisa in 2 o 4 rate. In genere la scadenza della prima rata Tari è fissata al 30 aprile, che quest’anno ha coinciso con il pieno periodo lockdown. Sempre parlando in linea generale, gli acconti sono così scadenzati:

  • primo acconto: 30 aprile
  • secondo acconto: 31 luglio
  • saldo - prima rata: 30 novembre
  • saldo - seconda rata: 31 dicembre

 

L’emergenza Covid-19 ha però stravolto il calendario di molte scadenze fiscali. Per quel che riguarda la Tari, ad esempio, nelle principali città sono state calendarizzate nuove date:

  •  a Roma sono sospesi fino al 30 settembre 2020 i termini di versamento delle rate con scadenza dall’1 marzo al 30 giugno 2020;
  • a Milano è possibile pagare la prima rata Tari entro il 15 settembre;
  • a Torino sono prorogate le rate al 10 luglio, 5 agosto, 4 settembre e 9 dicembre;
  • a Napoli chi paga la Tari in un’unica soluzione avrà tempo fino al 30 ottobre. Scadenza al 30 settembre per la prima rata in caso di dilazione, 30 ottobre per la seconda, 30 novembre e 29 gennaio 2021 per le ultime due.

 

Per capire quando pagare e se è stato deliberato un rinvio rispetto al termine ordinario di versamento consigliamo di consultare il sito del proprio Comune.

 

Le nuove scadenze Irpef 2020 per i soggetti a partita iva.

 

Tra le altre scadenze prorogate come conseguenza della pandemia e che segnaliamo ai proprietari di casa concessa in affitto c’è anche quella dell’Irpef, dovuta in caso di opzione di tale regime fiscale sui redditi derivati dalla locazione.

 

Attenzione però, perché la scadenza è stata prorogata solo per i titolari di partita iva e per le imprese, mentre per i lavoratori dipendenti sono rimasti validi i termini del 30 giugno (acconto) e del 30 novembre (saldo),.

 

La nuova scadenza fiscale per il versamento Irpef dovuto da imprenditori, ditte, imprese, professionisti e in generale partite iva, invece, è fissata al 20 luglio 2020, con la possibilità di prolungare ulteriormente i termini fino al 20 agosto, pagando però una maggiorazione dello 0,40 per cento.

 

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