Nulli i contratti di affitto (così come di compravendita o di comodato d'uso gratuito) se non viene allegato l'APE (Attestato di Prestazione Energetica). È questa la principale novità introdotta dalla L. 3 agosto 2013, n. 90, che converte il D.L. 4 giugno 2013, n. 63. Inutile dire che la norma, inserita del tutto inaspettatamente in sede di conversione in Legge del Decreto, ha creato un grande fermento nel settore immobiliare. E già si pensa a una possibile nuova norma che elimini la nullità dei contratti di locazione a cui non sia stato allegato l'APE.
Sembrava che, in sede di conversione in Legge del D.L. 63/2013, i nuovi obblighi previsti dal Governo in materia di prestazione energetica degli edifici sarebbero stati ammorbiditi dal Parlamento, ascoltando in questo le tante richieste pervenute dalle associazioni di categoria. Così invece non è stato e, anzi, il testo è stato persino inasprito, con una previsione, quella di nullità dei contratti di locazione sprovvisti di APE, che rischia di creare un grande caos nel settore immobiliare e negli affitti in particolare.
È infatti in vigore dalla scorsa domenica 4 agosto, giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 181, la Legge 3 agosto 2013, n. 90 "Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto-Legge 4 giugno 2013, n. 63, recante disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione Europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale".
Ricordiamo che il Decreto da cui trae origine questa Legge di conversione aveva previsto alcune importanti novità relative alla certificazione energetica degli edifici, quali ad esempio: la trasformazione dell'ACE in APE (Attestato di Prestazione Energetica); l'obbligo di messa a disposizione dell'APE a favore dell'inquilino fin dall'inizio delle trattative e della sua consegna all'inquilino stesso al termine delle trattative; l'obbligo di inserimento nel contratto di locazione di una clausola nella quale il conduttore dia atto di aver ricevuto l'Attestato di Prestazione Energetica dal locatore. Soprattutto, erano state previste sanzioni, comprese tra i 300€ e i 1.800€ per gli affitti, a carico del locatore che non avesse dotato l'unità immobiliare di APE in caso di nuova locazione dell'immobile. Previsioni analoghe erano state previste anche per i contratti di compravendita.
Il Parlamento, contrariamente alle previsioni, oltre a non aver alleggerito i nuovi vincoli a carico del proprietario, ha addirittura aggiunto all'art. 6, in sede di conversione in Legge del Decreto, il comma 3-bis, che recita testualmente: "l'Attestato di Prestazione Energetica deve essere allegato al contratto di vendita, agli atti di trasferimento di immobili a titolo gratuito o ai nuovi contratti di locazione, pena la nullità degli stessi contratti".
Evidente la sproporzione tra il contratto che si va a stipulare (un contratto di affitto), la mancanza che viene punita dalla legge (l'assenza dell'APE) e la sanzione che viene prevista per chi trasgredisce (la nullità del contratto di affitto). A ciò, poi, vanno sommate le sanzioni pecuniarie già previste nel Decreto 63/2013, come approvato a giugno.
Il tutto, evidentemente, contribuisce ad aumentare la burocrazia e le spese a favore del proprietario, che affitta immobili spesso di elevata vetustà, per i quali sarebbe facile determinare autonomamente la classe energetica più scadente (la classe G). Levata di scudi da parte delle associazioni di categoria dei proprietari immobiliari. In primis Confedilizia, che bolla senza mezzi termini come "pasticcio" l'approvazione del testo con la previsione della nullità dei contratti di affitto che risultino sprovvisti di APE.
Già all'orizzonte un possibile, ma ancora del tutto ipotetico, nuovo provvedimento del Governo che vada a stralciare questo - a detta di molti - esagerato obbligo, che rischia di creare eccessiva burocrazia ed appesantire il mercato degli affitti, che proprio in un momento stanno fungendo da paracadute per le tante famiglie che, pur volendo comprare casa, non possono accedere al mutuo.


