Non esiste una seconda opportunità per dare la “prima impressione”. Quella che apparentemente potrebbe essere considerata una minaccia è al contrario il serissimo fondamento dell’Homestaging, pratica nata negli Usa che da poco impazza anche in Italia.
L’home staging è una professione emergente, che come tale non è ancora ben istituzionalmente definita, ma che è legata a doppia mandata con quella di agente immobiliare, tanto da coincidere a volte.
Di cosa si occupa l’home stage? Di allestire la casa e prepararla al meglio all’affitto o alla vendita.
In che modo? Si parte da un’analisi dell’immobile attraverso un sopralluogo per giungere ad una relazione che faccia emergere le azioni necessarie a far cambiare volto alla casa. Gli interventi possono essere light, prevedere ad esempio il riordino degli ambienti, l’eliminazione di alcuni elementi personalizzanti, il rinnovo di oggettistica e corredi. Può essere però necessario anche un intervento più deciso che preveda l’imbiancatura, l’eliminazione di alcuni mobili e la sostituzione con arredi nuovi. Ovviamente la relazione viene sottoposta al proprietario che può scegliere di fare da solo o, come quasi sempre accade, di far proseguire l’home stager nell’allestimento. A corredo del lavoro svolto è necessario realizzare un vero e proprio servizio fotografico che metta in risalto gli interventi portati a termine, come si fa con una collezione di moda.
Complicato? Vi assicuro che è più difficile spiegarlo che realizzarlo e che la maggior parte degli interventi richiedono uno sforzo finanziario minimo a fronte di due vantaggi preziosissimi: evitare la forbice di sconto e ridurre il tempo di conclusione dell’affare. Vantaggi che vanno a favore del proprietario e dell’agente immobiliare insieme. Ne vale la pena!


