Si fa presto a dire home staging. Ma chiunque si sia cimentato con questa professione sa quanto ciò che sembra semplice e immediato, se sbirciato su qualche rivista di architettura o design, in realtà non lo sia affatto.
Mi viene in mente un bel libro, che poi ha dato il là anche ad un'interessante trasmissione televisiva "Lo potevo fare anche io" in cui il critico d'arte Francesco Bonami ci dimostra quanto sia difficile creare opere d'arte apparentemente semplicissime. Con le dovute proporzioni, l'arte è Sacra, e soprattutto ciò che è irripetibile in un'opera è il pensiero e l'ossessione che la soggiace, con le dovute proporzioni, dicevamo, anche molte professioni sono solo apparentemente imitabili.
L'home staging è una di quelle. Provare per credere!
Sembra facile riordinare, allestire e fotografare. Guardiamo una bella fotografia d'interni e pensiamo "Cosa ci vorrà a riprodurre un ambiente minimamente piacevole?"
Proviamo a pensarci su:
- la pulizia: sembra scontato, forse, ma è indispensabile che tutto sia splendente, soprattutto se ben fotografato.
- i colori: la scelta degli accostamenti è un'arte. La capacità di dare armonia ad uno spazio attraverso la dinamica visiva non si improvvisa.
- la scelta degli oggetti: non basta andare ad Ikea e accostare gli oggetti a gruppi di tre. Ci vuole un dialogo continuo con lo spazio intorno.
- l'equilibrio tra ambiente reale e la sua rappresentazione: molto spesso il migliore degli allestimenti può non rendere giustizia alla foto. E viceversa!
- il proprio gusto: è un po' come il consiglio della mamma, prezioso ma da tenere in tasca e utilizzare solo in caso di emergenza.
- tecnica: l'home staging si basa sulla psicologia e sullo studio della percezione, la creatività aiuta ma lo studio di più.
Tutto deve sembrare casuale e naturale, ma non deve esserlo mai. Come in un bel film, il regista non si vede ma il creatore è lui.
Non vi fidate? Provare per credere!


