In tempo di tagli alle voci del bilancio familiare, chi è alle strette fa attenzione a tutto: bollette, benzina, alimentari e naturalmente le spese per l'affitto di casa. Chi si deve trasferire in un nuovo appartamento in affitto controlla bene gli annunci, valuta i canoni proposti e prova a chiedere uno sconto: ma fino a che punto i canoni di affitto sono trattabili? Solo Affitti presenta i risultati di un'indagine relativa al margine di sconto medio sul mercato, fornendo anche qualche utile consiglio per ottenere uno sconto interessante dal proprietario
La spending review delle grandi e piccole spese quotidiane che la crisi impone a sempre più famiglie, tocca ogni aspetto della vita familiare. Le spese per la casa, ovviamente, non sono da meno. Chi sta cercando un appartamento in affitto sfrutta l'attuale fase di abbondanza di offerta immobiliare per trovare le occasioni migliori. E, di questi tempi, si possono fare veri affari!
Ormai, la gran parte dei futuri inquilini sceglie la rete: controlla gli annunci presenti in rete, confronta i canoni proposti per gli immobili di maggiore interesse e, dopo aver visitato gli appartamenti "papabili", avvia una trattativa col proprietario, con l'intermediazione dell'agenzia.
L'Ufficio Studi del franchising immobiliare Solo Affitti ha effettuato un'indagine nazionale tra le proprie agenzie per verificare il livello di sconto medio che i proprietari sono disposti ad accettare rispetto al prezzo di affitto inizialmente stabilito. Il dato è interessante: pare proprio che qualificarsi rispetto al futuro padrone di casa oggi permetta di ottenere risparmi sul canone di affitto considerevoli.
La fascia di sconto più frequentemente segnalata dalle agenzie Solo Affitti è quella ricompresa tra 30€ e 70€. La situazione, tuttavia, è variegata: differenze evidenti emergono soprattutto dal confronto fra le agenzie delle grandi aree metropolitane e quelle ubicate nei centri urbani di minori dimensioni.
Quasi tre agenzie su quattro (94%), tra quelle presenti in città di piccole o medie dimensioni, registrano sconti inferiori a 70€, mentre sono rarissimi (6%) i casi di proprietari generalmente disposti a concedere sconti superiori a 70€. Molto più dinamici appaiono i mercati metropolitani, dove l'alto prezzo degli affitti (adatto quindi a ridimensionamenti di importo anche elevato) permette di registrare nel 30% dei casi sconti superiori a 70€ (il 5% delle agenzie dichiara sconti medi persino superiori a 100€, mostrando una negoziabilità del canone notevole).
Quali sono i fattori in grado di permettere agli inquilini di strappare uno sconto elevato sul canone di affitto proposto dal proprietario nell'annuncio immobiliare? Vediamo come poter essere convincenti:
1) Un buon lavoro agevola una buona trattativa. Gioco facile per un direttore di banca o per un dipendente pubblico, che vanno sempre di moda come inquilini; ma anche un onesto e duraturo lavoro da operaio o impiegato, se l'azienda è solida, sono ottime referenze.
2) Presentare la busta paga o la dichiarazione dei redditi degli ultimi anni e dimostrare così di guadagnare costantemente nel tempo una cifra sufficiente a pagare regolarmente l'affitto. Tranquillizzerà il proprietario, convincendolo, a fronte di pagamenti sicuri, a moderare le pretese.
3) La presentazione al proprietario di idonee garanzie può essere il fattore determinante. L'assicurazione, ad esempio, è una forma di tutela ultimamente molto apprezzata dai proprietari.
4) Ultimo, ma non meno importante, presentarsi bene. Può sembrare banale e forse un po' convenzionale, ma un'immagine rassicurante può essere l'elemento emozionale decisivo per convincere alcuni padroni di casa particolarmente rigidi.


