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Aliquota cedolare secca concordati in aumento
Cedolare per gli affitti a canone concordato, aumenta nel 2020.

La riduzione della cedolare secca diventa strutturale, ma al 12,5%.

Nel 2020 la cedolare secca per gli affitti a canone concordato salirà al 12,5%.

Il Consiglio dei Ministri ha quadrato sulla Manovra di Bilancio per il 2020. Tra le misure introdotte nella prima stesura c’è anche l’ipotesi di rendere definitivamente strutturale l’aliquota calmierata della cedolare secca ma aumentandola al 12,5% anziché al 10% attuale.

Dunque sembra che la tanto attesa misura che rende stabile la cedolare secca ridotta sugli affitti a canone concordato sia arrivata, ma non alle condizioni che ci si aspettava. Nel Documento Programmatico di Bilancio si legge infatti che l’aliquota potrebbe essere alzata al 12,5%, dal 10% attuale. Di certo si tratta di una via di mezzo tra quello che è stato e quello che potrebbe essere se non vi fossero interventi in materia: la proroga della cedolare al 10% scade infatti il 31 dicembre 2019, dopo quella data è previsto che torni al 15%, come istituito dal Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 102. Da capire, inoltre, a quali situazioni si applicherà l’aliquota ridotta: probabilmente le stesse attuali, anche se rimane qualche dubbio sulle zone dichiarate in stato di emergenza.

Il provvedimento sta suscitando polemiche da più parti: l’introduzione della riduzione della cedolare per i contratti a canone concordato rappresenta nel settore una vera misura sociale, che ha permesso nei comuni coinvolti di calmierare i prezzi degli affitti a fronte di una tassazione più equa. Inoltre la cedolare ha contribuito negli ultimi anni a ridurre notevolmente l’evasione fiscale nel mercato delle locazioni: nella nota di aggiornamento del Def si parla di una riduzione di oltre il 50% nel periodo che va dal 2012 al 2017. L'innalzamento dell’aliquota al 12,5% potrebbe portare a diverse conseguenze; ad esempio un appeal sempre maggiore del contratto libero che garantisce rendimenti lordi più elevati, con un aumento dei canoni generalizzato a discapito degli inquilini.

A questo proposito ricorda Confedilizia che «il decreto ministeriale 16 gennaio 2017 che detta le regole per i contratti concordati prevede esplicitamente all’articolo 6, coma 4, la possibilità per il proprietario di ricorrere a una commissione di conciliazione che riveda l’entità del canone nel caso di variazione dell’imposizione fiscale gravante sull’unità immobiliare locata».   

Che fine fa la cedolare per i negozi nel 2020?

 

Appena un anno dopo la sua introduzione, avvenuta con la Legge di Bilancio per il 2019, la cedolare secca sui negozi è già a rischio. L’ipotesi di manovra per il 2020 non tocca infatti, almeno nella prima stesura, la questione della proroga della cedolare secca per gli immobili in C/1. Se nulla verrà indicato a tal proposito, nel 2020 non si potrà più optare per la cedolare come tassazione del reddito da affitto dii negozi, neanche in caso di contratto che giunge a scadenza nel 2020, così come per le nuove stipule. Quindi sembra che rimanga poco tempo per aderire al regime fiscale agevolato per gli affitti di negozi.      

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