Il blog di SoloAffitti

Il primo blog dedicato agli affitti: aspetti tecnici, fiscali e culturali

Come funziona l'affitto

SoloAffittiPAY, il rivoluzionario sistema di tutela e gestione dell'affitto sicuro!

 

SoloAffittiPAY, il rivoluzionario sistema di tutela e gestione dell'affitto sicuro!

Come funziona l'affitto

Quali sono i rapporti che regolano un contratto di affitto:

  • Come e quando dare disdetta?
  • Si può aumentare il canone di affitto?
  • Il deposito cauzionale va restituito?
  • Quanto durano i contratti?
  • Quanti tipi di contratto esistono?
  • Quando un contratto di affitto è nullo?
  • Che tasse devo pagare?
  • Quali sono le spese a carico di un inquilino?

L’elenco dei dubbi su un contratto di affitto (per nostra fortuna diremmo) sono davvero numerosi e qui raccogliamo un po’ di risposte, semplici, immediate e alla portata di chi realmente vive in affitto o ha dato la sua casa in affitto.


garage in affitto quale contratto stipulare
consigli per stipulare un cotnratto regolare per un box auto

Garage in affitto: le regole e i consigli.

Come dare e prendere in affitto un box auto.

 

Le idee nuove necessitano di spazio! Ci vengono in mente che le migliori aziende nascono proprio in un garage, in uno spazio un po’ arrangiato, tra scatoloni di oggetti appoggiati per fare posto a nuovi articoli, bici più o meno messe a punto e utensili di varia natura. Anche l’ordine necessita di spazio: ci sono garage super puliti e ordinati, in cui la macchina dopo manovre di precisione e di misura entra perfettamente nell’apposito spazio. Che sia per esigenze di parcheggio o per avere più spazio, certamente avere un garage sarebbe molto utile. Ma quali sono le regole per prendere o concedere in affitto il garage? Posso prendere in affitto anche solo un garage senza prendere la casa? Quale sarebbe il contratto giusto?

F23 dismesso
In pensione l'F23, al suo posto si utilizza l'F24

Registrazione comodati e scritture private, addio all’F23.

Il modello F23 va in pensione, al suo posto si utilizzerà il modello F24 Ordinario.

A partire dal 1° settembre 2020 il modello F23, finora utilizzato per il pagamento delle imposte dovute per la registrazione di contratti di comodato o di altre scritture private diverse dai contratti di affitto, sarà definitivamente accantonato e non sarà più utilizzabile, come disposto dal Provvedimento del Direttore AdE del 27 gennaio 2020 prot. 18379/2020.

Agevolazioni irpef o sconto fiscale per ecobonus
modalità per avere ecobonus 110%

Bonus 110% per prime e seconde case: come funziona?

Quando è possibile richiedere il nuovo ecobonus?

Incentivi, sconti, bonus, aiuti, sostegni. Potremmo dire che sono queste le parole più usate nelle nuove fasi 2 e 3, le fasi della ripartenza d’altronde che sembrano aver bisogno, già dal linguaggio, di termini che possano rassicurare sulla ripresa. Rimboccarsi le maniche e ricominciare! Questo è il motto che forse il governo vuole suggerire anche ai proprietari, incoraggiandoli a trovare la forza di investire ancora una volta nel bene rifugio per eccellenza: il mattone. Per sostenere questa ripresa dell’edilizia nasce l’ecobonus del 110%, un incentivo fortemente conveniente sia per la consistenza che per le nuove modalità con cui usufruirne. Diversi i dubbi, però, sui soggetti che possono accedere, le modalità e i tipi di lavori agevolati.

Affitto sempre garantito anche se l'inquilino non paga
Guadaggno certo per i proprietari con affittosicuro

Affitto casa solo con assicurazione pagamento!

Posso affittare e avere la garanzia di guadagnare?

Non c’è niente di più rischioso della percezione diffusa che non esista alcun rischio.
(Howard Marks)
E in effetti questo è il principale rischio che corrono quei proprietari che ritengono la pratica dell’affitto come una pratica facilmente gestibile da soli, risparmiandosi i soldi dell’agenzia.
Risparmiandosi i soldi o rischiando di perderne un bel mucchio se dovessero esserci poi controversie con l’inquilino?
Non vogliamo certo fare del terrorismo, ma sappiamo per esperienza ultraventennale sul campo e per racconti giornalieri, che sono davvero tanti (un inquilino su due secondo alcuni dati di AdnKronos,) gli inquilini che non pagano regolarmente. Perché rischiare allora?

il decreto con le misure urgenti contro l'emergenza sanitaria
emergenze e misure cosa prevede il decreto cura italia

Decreto Cura Italia: le misure urgenti per l'immobiliare.

L’INTERPRETAZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE DEL DECRETO CURA ITALIA

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 70 del 17 marzo 2020) è entrato in vigore il Decreto “Cura Italia” (D.L. 18 del 17 marzo 2020), il cui obiettivo è (oltre a potenziare il Servizio Sanitario Nazionale) introdurre delle prime misure urgenti per imprese e cittadini che stanno affrontando l’emergenza sanitaria legata all’epidemia da COVID-19 in atto nel nostro Paese.

Nuovo modello RLI
Comunicare la riduzione del canone di affitto via web

Riduzione del canone di affitto via web con il nuovo modello RLI.

Finalmente è possibile comunicare l'accordo di riduzione del canone tramite modello RLI.

Il 3 luglio scorso è stato diffuso dall’Agenzia delle Entrate un nuovo modello RLI, con un’importante novità: la possibilità di comunicare tramite il modello anche la rinegoziazione del canone di affitto per contratti in corso, senza più necessità di recarsi presso gli Uffici Territoriali.

Emergenza e misure speciali per inquilini in affitto
Misure per inquilini in difficoltà

Emergenza Corona virus: cosa fare con il pagamento dell’affitto?

Riduzione, bonus, sconti: quali aiuti per chi vive in affitto?

Quali sono le misure per aiutare gli inquilini in difficoltà? Il periodo di crisi, nato come grave situazione sanitaria, inevitabilmente sta diventando una grave e seria crisi economica, con conseguenze importanti per chi è senza lavoro, in cassa integrazione, in una condizione di sospensione e spesso in assenza di liquidità. Come poter in questa situazione continuare a pagare regolarmente il canone di affitto? Per non parlare di quanti, studenti, trasfertisti, pendolari, si ritrovano a non potersi spostare dalla loro residenza e quindi avere un immobile in affitto in un’altra città, per il quale devono pagare il canone, senza usare di fatto questa casa. Cosa si prevede per tutti questi inquilini in difficoltà?

Normativa

Normativa affitto abitativo: leggi, decreti, circolari e ogni cavillo burocratico che regolano i contratti di affitto di immobili ad uso abitativo e quindi i rapporti tra inquilini e proprietari.

Nella quotidianità di un rapporto di affitto, nell’abitudine a comportarsi da sempre così, nell’ascoltare pareri e opinioni disparate, perdiamo spesso di vista che ci sono riferimenti normativi che riportano le cose ad un livello più alto delle chiacchiere e dei pareri.

Ritroverete qui tutto quello che “La legge dice”:

  1. CODICE CIVILE: dagli articoli 1456 a seguire il Codice Civile si occupa nello specifico di locazioni, andando a fissare, ad esempio, la durata minima e massima di qualsiasi contratto e riportando alcune definizioni fondamentali come quelle rispetto ai VIZI della cosa locata o ai DIRITTI e doveri di proprietari ed inquilini.

 

  1. LEGGE 9 DICEMBRE 1998, N. 431Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo”. Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 15 dicembre 1998, n. 292

La legge che ha rivoluzionato gli affitti in Italia, mandando in pensione le rigidità e i vincoli dell’equo canone e lasciando alla libera contrattazione delle parti la definizione del canone di affitto. Anche questo potrebbe aver contribuito al boom dei canoni di affitto che nel nuovo millennio hanno visto salire notevolmente i prezzi delle case in Italia. Eppure è sempre questa legge che introduce un “secondo canale” con cui poter affittare il proprio immobile: i contratti a canone concordato. Regolati nello specifico poi da accordi locali, l’intento del legislatore era quello di offrire ai proprietari una doppia scelta: un contratto libero con un canone scelto direttamente, o un contratto con canone contenuto, ma ricompensato da consistenti agevolazioni fiscali.

  1. LEGGE 27 LUGLIO 1978, N. 392 Disciplina delle locazioni di immobili urbani

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 29 luglio 1978, n. 211

Famosa come legge equo canone, questa legge è stata abrogata in tutta la parte che determinava, appunto, il calcolo del canone, ma rimane valida per alcuni aspetti che regolano la partecipazione dell’inquilino all’assemblea condominiale, o la ripartizione degli oneri accessori e la restituzione del deposito.

  1. DECRETO MINISTERIALE 7 GIUGNO 1999 “Requisiti minimi dei conduttori per beneficiare dei contributi integrativi a valere sulle risorse assegnate al Fondo nazionale di sostegno per l'accesso alle abitazioni in locazione di cui all'art. 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e criteri per la determinazione degli stessi”. (G.U. 19-07-1999, n. 167, Serie Generale): è il decreto che specifica le basi per la stipula degli accordi territoriali con cui calcolare il canone concordato. È lo step subito successivo rispetto alla legge 431/98 che aveva introdotto questo secondo canale.

  2. PRIMA CONVENZIONE NAZIONALE RECEPITA DAL DECRETO 5 MARZO 1999 “Criteri generali per la realizzazione degli accordi da definire in sede locale per la stipula dei contratti di locazione ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431”. (GU Serie Generale n.67 del 22-03-1999): il decreto che contiene le linee guida che associazioni di categoria e altri enti coinvolti nei tavoli di lavoro per la definizione degli accordi territoriali devono prendere in considerazione. Nel decreto si parla della necessità di individuare zone omogenee, criteri per valutare lo stato dell’immobile, la determinazione di fasce di oscillazione dei valori, ecc.

  3. DECRETO MINISTERIALE DEL 30/12/2002 “Criteri generali per la realizzazione degli accordi da definire in sede locale per la stipula dei contratti di locazione agevolati ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, nonché dei contratti di locazione transitori e dei contratti di locazione per studenti universitari ai sensi dell'articolo 5, commi 1, 2 e 3, della stessa legge”. Pubblicato sul supplemento ordinario n. 59 della G.U. n. 85 dell'11 aprile 2003.

Il documento che specifica, più nel dettaglio, la determinazione dei canoni per i contratti transitori e per studenti fuori sede, i criteri per eventuali aumenti ed aggiornamenti dei valori.

  1. DECRETO 14 LUGLIO 2004   Condizioni per la stipula dei contratti di locazione agevolati ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, in assenza di convocazione, da parte dei comuni, delle organizzazioni della proprietà edilizia e dei conduttori, ovvero per la mancata definizione degli accordi di cui al medesimo articolo 2, comma 3. Pubblicato su Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.266 del 12-11-2004: qui viene deliberata la possibilità per quei comuni che, pur facendo parte dell’elenco dei comuni ad alta tensione abitativa, non hanno mai prodotto un accordo territoriale per il calcolo del canone. Con questo decreto, quindi, anche tali comuni potranno applicare il canone concordato, facendo riferimento all’Accordo vigente nel comune demograficamente omogeneo e di minore distanza territoriale anche situato in altra regione.

  2. NUOVA CONVENZIONE NAZIONALE DEL 25/10/2016 RECEPITA DAL DECRETO INTERMINISTERIALE DEL 16/01/2017: le modifiche verranno recepite gradualmente con l’introduzione dei nuovi accordi territoriali e riguarderanno:

  • Modifica durata contratti transitori

  • Nuove indicazioni su esigenze di transitorietà

  • Nuovi criteri per obbligo utilizzo canone concordato per contratti transitori

  • Nuove indicazioni su disdetta contratto studenti

  • Attestazione parametri utilizzati per il calcolo al fine di agevolazioni fiscali

  • Nuovi modelli di contratto

  • Nuovi allegati al D.M. (modificati o introdotti ex novo)

  1. ELENCO DEI COMUNI AD ALTA TENSIONE ABITATIVA (in vigore dal 18 febbraio 2004): elenco dei comuni che vengono definiti ad Alta Tensione Abitativa o in Calamità Naturale. Un elenco che non viene aggiornato da tempo, se non con l’inserimento di alcuni nuovi comuni vittime di calamità naturali.

QUESTIONI FISCALI: quanto si paga sul reddito da locazione? Come si paga? Quali sono le spese a carico dell’inquilino e quelle a carico del proprietario? Su quanto, chi e come pagare ci sono spesso infinite discussioni e poi, si sa, agli italiani pagare le tasse non piace molto.

Riportiamo, però, quanto la legge prevede e prescrive... sovranamente!

  1. TUIR (TESTO UNICO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI) ART. 36 E SEGG.: in vigore dal 01/01/2004 e modificato dal DLG del 12/12/2003 n. 344 art. 1, riporta le indicazioni per la determinazione del reddito ai fini Irpef, andando a specificare i redditi che sono assoggettati ed eventuali casi esclusi.

  2. ART. 2 DELLA TARIFFA, PARTE I, ALLEGATA AL DPR 642/72   (imposta di bollo): contiene l’attuale valutazione dell’imposta di bollo di 16 euro.

  3. Art. 4 D.L. 16/2012 (Circolare AdE n. 19 del 1° giugno 2012):  con effetto a partire dal periodo d’imposta 2012, il reddito dei fabbricati di interesse storico o artistico concessi in locazione è costituito dal maggiore importo risultante a seguito del confronto tra la rendita catastale effettiva dell’immobile rivalutata del 5%, rapportata al periodo e alla percentuale di possesso, e il canone di locazione ridotto del 35%, rapportato alla percentuale di possesso.

  4. NOVITÀ articolo 3-quinquies D.L. 34/2019 che modifica l’articolo 26 Tuir limitatamente ai contratti di locazione di immobili abitativi perfezionati a partire dal 1° gennaio 2020 ha precisato che il prorpeitario/contribuente potrà “usufruire della detassazione dei canoni non percepiti senza dover attendere la conclusione del procedimento di convalida dello sfratto, ma provandone la mancata corresponsione in un momento antecedente, ovvero mediante l’ingiunzione di pagamento o l’intimazione di sfratto per morosità“.

  5. Art. 26, c. 1 del Tuir (modificato dalla L. 431/98, art. 8 c. 5): a partire dal 1998 i canoni di locazione per immobili ad uso abitativo, maturati e non percepiti, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità.

  6. Legge di Stabilità 2014, commi 639 e seguenti: ha introdotto la IUC, l’Imposta Unica Comunale, una sigla che serve a indicare tre tributi diversi:

  1. IMU: in origine prevista a partire dal 2014 in base agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo n.23/2011 è stata anticipata al 2012 con il decreto legge n. 201/2011. La Legge di Stabilità 2014 ha escluso l’IMU per le abitazioni principali (tranne per cat. A/1, A/8 e A/9) e per altri casi specifici (es. alloggi sociali). Legge di Stabilità 2016: in caso di immobili locati a canone concordato c’è uno «sconto» sull’Imu del 25%

2) TASI: Il suo presupposto è il possesso o detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati

Dal 1° gennaio 2016 non sarà più dovuta sugli immobili posseduti a titolo di abitazione principale (Legge di Stabilità 2016)

Sono soggetti passivi sia i proprietari che gli eventuali inquilini, questi ultimi in misura compresa tra il 10 e 30 per cento dell’importo complessivo, secondo quanto decide il comune. «sconto» del 25% sull’aliquota qualora l’immobile venga concesso in locazione a canone concordato (Legge di Stabilità 2016)

3) TARI l'imposta sui rifiuti istituita dalla Legge di Stabilità 2014; è il Comune a determinare la tariffa, in base alla superficie e alla quantità di rifiuti prodotti o alla quantità e qualità di rifiuti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività e al costo del servizio sui rifiuti.

  1. Iva per Locazioni Abitative dopo D.L. 22 giugno 2012 n. 83 (Decreto Sviluppo): sulle locazioni abitative prevista (al 10%) solo in caso di immobile abitativo affittato da impresa costruttrice o che ha eseguito interventi di recupero o pe ralloggi sociali; in caso di immobili strumentali l’Iva si applica su opzione del locatore soggetto Iva.

CEDOLARE SECCA

La normativa nella quale si inserisce l’ambito di applicazione della nuova modalità di tassazione è la seguente:

  • Art. 36 e segg., Tuir (determinazione del reddito ai fini Irpef)

  • Art.5, Parte i della tariffa, D.P.R. 131/1986 (imposta di registro)

  • Art. 2 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 642/72 (imposta di bollo)

  • Legge 431/98 (contratti di affitto a canone libero e concordato)

 

AGEVOLAZIONI:

Art. 16, comma 01 TUIR; Art. 15, comma 1 lettera i-sexies TUIR (a partire da periodo d’imposta 2006) (studenti): Detrazione del 19% dall’imposta lorda per contratti stipulati o rinnovati da studenti universitari fuori sede (l’importo di spesa su cui calcolare la detrazione non può essere superiore a 2.633 euro annui). Chiarimenti da AdE su detrazioni per studenti (Circolare 34/E 2008 o Fiscooggi); D.M. 30/12/2002 e dal più recente D.I. 16/01/2017. Chiarimenti forniti da Circolare 47/E del 20 dicembre 2012

Art. 16, comma 01 TUIR: agevolazioni a favore del conduttore che adibisce l’immobile ad abitazione principale

Art. 95, comma 2 2° parte del Tuir – introdotta da legge Finanziaria 2001: Impresa o società che ha preso in locazione un alloggio al fine di destinarlo ad uso abitativo dei propri dipendenti.

Tassazione agevolata prima casa – (art.1 tariffa, parte prima, DPR 131 del 26 aprile 1986); novità art. 26 del D.L. 104/2013: criteri e misura dell’agevolazione prima casa

Art. 13-bis comma 1, lettera b), T.U. imposte sui redditi (DPR 917/1986): detrazione mutuo È prevista la possibilità di detrarre gli interessi passivi e gli oneri accessori (oneri fiscali, spese notarili, ecc.) dal reddito imponibile ai fini IRPEF fino ad un massimo del 19% sull’importo massimo di euro 4 mila per cui la detrazione potrà raggiungere l’importo massimo di euro 760

Art. 15, comma 1, lettera b) TUIR: in caso di trasferimento per motivi di lavoro, la detrazione degli interessi passivi per l’acquisto dell’abitazione principale spetta anche se l’immobile viene concesso in locazione (ciò anche qualora il trasferimento avvenga in un Comune limitrofo); in questo senso si sono espresse due Circolari dell’Agenzia delle Entrate: - Circolare AdE 21/E 23-4-10 PUNTO 4.5; Circolare AdE 15/E 20-4-05 PUNTO 4.5.

SANZIONI

Essendoci precise disposizioni in materia, in caso di mancato rispetto di tali disposizioni ci sono diverse sanzioni, a seconda dell’infrazione commessa.

Tali misure sono regolate dal Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 "Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a norma dell'articolo 3, comma 133, lettera q), della legge 23 dicembre 1996, n. 662"Art.3, comma 5, Dgls 23/2011)

Inoltre le sanzioni variano a seconda del fatto che si tratti di un accertamento su iniziativa dell’Agenzia delle Entrate o di denuncia spontanea da parte del contribuente.

Con Ravvedimento operoso

TARDIVA REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE

  • entro 30 giorni di ritardo: 6%, ovvero 1/10 del 60% (+ interessi di mora + imposta dovuta)

ATT.NE: l’importo minimo della sanzione è di 20 euro (1/10 della sanzione minima di 200 euro prevista dal nuovo art. 69 del TUR con esclusivo riguardo a questo caso)

  • entro 90 giorni di ritardo: 12%, ovvero 1/10 del 120% (+ interessi di mora + imposta dovuta)

  • entro 1 anno di ritardo: 15%, ovvero 1/8 del 120% (+ interessi di mora + imposta dovuta)

  • oltre l’anno ed entro 2 anni di ritardo: 17,14%, ovvero 1/7 del 120% (+ interessi di mora + imposta dovuta)

  • oltre 2 anni di ritardo: 20%, ovvero 1/6 del 120% (+ interessi di mora + imposta dovuta)

  • dopo la constatazione della violazione (processo verbale di constatazione, senza notifica formale): 24%, ovvero 1/5 del 120% (+ interessi di mora +imposta dovuta)

Codice tributo F24 Elide: 1500 (pagamento imposta); 1507 (sanzione); 1508 (interessi)

N.B. Per imposta dovuta si intende l’imposta dovuta per l’intera durata contrattuale (es. il 2% del canone dell’intero quadriennio, in caso di 4+4)

modifica introdotta da D. Lgs 158/2015

TARDIVA PROROGA RISOLUZIONE IN CEDOLARE SECCA (NOVITÀ Legge di conversione)

Il nuovo art. 3-bis introdotto dalla Legge di Conversione ha eliminato le sanzioni precedentemente previste in caso di tardiva proroga o risoluzione di un contratto in cedolare secca. Non è stato abolito, però, l’obbligo di effettuare la proroga o la risoluzione di un contratto in cedolare. Quindi, per tali adempimenti non sarà più dovuta alcuna sanzione, anche nel caso venissero effettuati con molto ritardo rispetto alla scadenza.

OBBLIGHI AGENTE IMMOBILIARE

Comma 46 dell'articolo unico della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007)

introduce il comma 1-bis nell’art. 57 del D.P.R. 131/86 (TUR): Obbligo solidale (ovvero economico) per i mediatori immobiliari di pagare l’imposta per la registrazione delle scritture private di cui a conoscenza perché stipulate dalle parti a seguito dell’attività di conclusione dell’affare.

LA RIPARTIZIONE DELLE SPESE TRA PROPRIETARI E INQUILINI

La suddivisione delle spese di competenza tra le parti di un contratto di affitto è una delle questioni più annose... quelle per cui spesso si rovinano rapporti fino a quel momento sereni. Anche in questo caso far riferimento alla legge risolve i dubbi e magari anche le liti!

Le spese sono divise in due grandi categorie:

  • spese ordinarie

  • spese straordinarie.

Sono considerate “ordinarie” le spese che annualmente si rendono necessarie per la gestione delle cose e dei servizi comuni (pulizia delle scale, riscaldamento, oneri per polizze assicurative ecc.).
Sono invece “straordinarie” le spese relative ad interventi eccezionali e una tantum come il rifacimento della facciata, la sostituzione della caldaia o il rifacimento del tetto. 

I principi che regolano la suddivisione delle spese condominiali sono contenuti nel

  • art. 1123 del codice civile, secondo cui «le spese necessarie per la conservazione ed il godimento delle parti comuni dell’edificio, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione».

Quindi nel Codice Civile il principale criterio è quello del valore dell’immobile, ma considerando che a prescindere da questo aspetto, all’interno dello stesso stabile vi è un utilizzo diverso delle parti comuni, i commi secondo e terzo dell’articolo 1123 introducono criteri correttivi:

«se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell’uso che ciascuno può farne».

«qualora un edificio abbia più scale, cortili, lastrici solari, opere o impianti destinati a servire una parte dell’intero fabbricato, le spese relative alla loro manutenzione sono a carico del gruppo di condomini che ne trae utilità»

Vengono introdotti gli altri due criteri alla base della ripartizione: l’uso e il godimento.

  • L'art. 1124 c.c., invece, fissa l'obbligo del sostenimento delle spese per la manutenzione e la sostituzione delle scale e dell'ascensore, in ragione del valore delle singole unità immobiliari e in misura proporzionale all'altezza di ciascun piano dal suolo;

  • l'art. 1130-bis recita: "l'assemblea condominiale può, in qualsiasi momento o per più annualità specificamente identificate, nominare un revisore che verifichi la contabilità del condominio. La deliberazione è assunta con la maggioranza prevista per la nomina dell'amministratore e la relativa spesa è ripartita fra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà".

  • il nuovo art. 1118 c.c. secondo il quale "il diritto di ciascun condomino sulle parti comuni, salvo che il titolo non disponga altrimenti, è proporzionale al valore dell'unità immobiliare che gli appartiene; non può sottrarsi all'obbligo di contribuire alle spese per la conservazione delle parti comuni, neanche modificando la destinazione d'uso della propria unità immobiliare, salvo quanto disposto da leggi speciali".

  • artt. 1125 e 1126 c.c. disciplinano, rispettivamente, la ripartizione delle spese per la manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte, dei solai, e dei lastrici solari di uso esclusivo.

Ogni assemblea condominiale, poi, delibera specifiche tabelle contenute nel regolamento condominiale da utilizzare per ripartire alcune spese, anche senza riferimento ai millesimi di proprietà.

Tabella oneri accessori. Ripartizione fra locatore e conduttore concordata tra Confedilizia e Sunia-Sicet-Uniat, registrata il 30 aprile 2014 a Roma (Agenzia Entrate, Ufficio Territoriale Roma 2, n. 8455/3)

COMUNICAZIONE CESSIONE FABBRICATO

Il Decreto Legge 79 del 20 giugno 2012 ha abolito l’obbligo di comunicazione cessione fabbricato in caso di contratti di affitto di durata superiore a 30 giorni, quando scatta l’obbligo di registrazione.

Tuttavia gli adempimenti non sono stati del tutto eliminati: in caso di ospitalità temporanea allo straniero e in caso di locazione al cittadino straniero (come indicato all’art. 7 , D.lgs. 286/1998) sarà necessario effettuare (entro 48 ore dalla consegna delle chiavi) la cosiddetta «DICHIARAZIONE DI OSPITALITÀ». Per straniero si intende il cittadino extracomunitario.

La comunicazione va effettuata presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza del comune in cui è sito l’immobile concesso in affitto.

Indice Istat

Come calcolare l’aggiornamento Istat?

Se previsto in contratto (al 100% o 75%) l’indice da prendere in considerazione è quello nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, pubblicato dall’istituto di statiche ogni mese.

Trovate per vostra utilità, qui di seguito, le variazioni percentuali del mese indicato rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

Indici nazionali dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Variazioni percentuali (in positivo) del mese indicato rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.

Anno Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
2022 4.7 5.6  6.4 5.8  6.8 7.8 7.8  8.1  8.6  11.5    
2021 -0.2  0.2 0.5  0.7  1.2 1.3 1.4  1.9  2.6  3  3.6  3.8
2020 0.5 0.2 0.1 -0.1 -0.4 -0.3 -0.4 -0.7 -0.6 -0.6 -0.4 -0.3
2019 0.7 0.8 0.8 0.9 0.7 0.5 0.2   0.3 0.1 0.0 0.1 0.4
2018 0.9 0.5 0.7 0.4 0.9 1.2 1.5  1.5   1.3 1.5  1.4 1.0
2017 0.9 1.5 1.4 1.7 1.4 1.1 1.0 1.2  1.1 0.9 0.8  0.8 
2016 0.3 -0.2 -0.3 -0.4 -0.4 -0.3 -0.1 -0.1 0.1 -0.1 0.1 0.4
2015 -0.7 -0.4 -0.2 -0.35 -0.1 -0.1 -0.1 -0.1 -0.1 0.0 0.0 0.0
2014 0.6 0.5 0.3 0.5 0.4 0.3 0.1 -0.1 -0.1 0.1 0.2 -0.1
2013 2.2 1.8 1.6 1.1 1.2 1.2 1.2 1.1 0.8 0.7 0.6 0.6
2012 3.2 3.3 3.2 3.2 3.0 3.1 2.9 3.1 3.1 2.7 2.4 2.4
2011 2.2 2.3 2.5 2.6 2.6 2.7 2.7 2.8 3.0 3.2 3.2 3.2
2010 1.3 1.3 1.5 1.6 1.5 1.3 1.7 1.5 1.6 1.7 1.7 1.9
2009 1.5 1.5 1.0 1.0 0.7 0.4 -0.1 0.2 0.1 0.2 0.7 1.0
2008 2.9 2.9 3.3 3.3 3.5 3.8 4.0 3.9 3.7 3.4 2.6 2.0
2007 1.5 1.5 1.5 1.4 1.4 1.6 1.6 1.6 1.6 2.0 2.3 2.6
2006 2.2 2.1 2.1 2.0 2.2 2.1 2.1 2.1 2.0 2.7 1.7 1.7
2005 1.6 1.6 1.6 1.7 1.7 1.6 1.8 1.8 1.9 2 1.8 1.9
2004 2 2.2 1.9 2 2.1 2.2 2.1 2.1 1.8 1.7 1.7 1.7
2003 2.7 2.5 2.6 2.5 2.4 2.3 2.5 2.5 2.5 2.4 2.4 2.3
Domicilio o residenza cosa conta per l'autocertificazione
Qual è la casa principale

Domicilio, abitazione, residenza, dimora: dov'è la mia casa?

Il luogo in cui vivo stabilmente è la mia dimora, la mia residenza o il mio domicilio?


È sempre possibile rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, ci dicono in questi giorni, con l'autocertificazione, in caso di eventuali controlli nel rispetto delle misure straordinarie per il contenimento del corona virus. Abbiamo notato, dai commenti che stiamo ricevendo, che spesso dimora, residenza o domicilio non coincidono. Anzi, sappiamo bene che spesso la residenza rimane, per motivi fiscali, in un luogo diverso da quello in cui realmente si vive. Cerchiamo di capire allora la differenza che c'è tra questi termini che nel linguaggio comune usiamo come fossero sinonimi, ma che in realtà, giuridicamente, hanno significato diversi e specifici.

 

Dichiarazione dei redditti quali agevolazioni nel 2020

Affitto e dichiarazione dei redditi: tasse da pagare e sconti da chiedere nel 730/2020.

Come dichiarare i redditi e cosa detrarre dall’affitto nell’anno 2020 sui redditi 2019.

Con un po’ di ritardo, siamo a parlare di dichiarazione dei redditi. Nessun ritardo, in realtà, dato che a causa dell'emergenza coronavirus, quest'anno la scadenza per la dichiarazione dei redditi 2020 è slittata al 30 settembre per l’invio del modello 730/2020 precompilato. Un po’ più di tempo per valutare con calma tutti gli adempimenti da rispettare, le spese da indicare, i redditi su cui pagare le imposte e naturalmente per noi tutto quello che c’è da sapere sull’affitto, lato proprietario e inquilino. Quindi quali guadagni, come e quanto dichiarare per chi ha un immobile concesso in affitto e percepisce mensilmente un canone di locazione e quali agevolazioni o sconti, invece, sono previste per chi paga tutti i mesi un affitto, come spesa fissa.

Nuova Imu con aliquote da ddeliberare e abolizione Tasi
Novità in materia Imu

Nuova Imu 2020: senza Tasi, ma più costosa.

Addio alla Tasi: la nuova Imu sarà un’imposta unica, ma forse più cara.


L’imposta comunale sulla proprietà immobiliare è da sempre una di quelle tasse molto discusse e al centro di rivoluzioni, o presunte tali, del sistema fiscale. Si ricorda ancora la clamorosa abolizione dell’Ici (era il lontano 2008) che in realtà più che abolizione era stata una trasformazione da Ici a Imu. L’Imu stessa aveva già subito una prima trasformazione, da Imu a IUC, quando all’Imu erano state aggiunte altre imposte, in particolare la Tasi, quella stessa Tasi che oggi viene abolita. E la storia continua…

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